| Il Cenacolo degli Sparecchiatori nasce alla
fine degli anni Settanta come circolo letterario dalla quasi geniale mente di
"Retrò", che si attribuisce subito il titolo di "Ebbro Enologo del
Cenacolo".
Composto da una ventina di
onesti intellettuali di origine fiorentina, di cui attualmente
conosciamo solo i loro pseudonimi, il Cenacolo ebbe fin da gli inizi,
scarso successo come evento letterario, ma i gradevoli carteggi,
che noi possediamo, ce la dicono lunga sulle loro attività
culturali; essi si riducono, inclusi i frammenti e le poche sentenze a
un migliaio di pagine, scritte quasi tutte a mano e per lo più
su carta gialla, su carta di riciclo, di recupero o su bordi di
giornale. Questi burloni dai nomi invitanti si riunivano in trattorie e
bettole fiorentine esclusivamente alla moda (alcune anche adesso tali),
e tenevano nota dei piatti serviti, dei vini bevuti, della
qualità dei medesimi, formulando giudizi e osservazioni sulla
cucina del locale che gli aveva ospitati trascrivendo ed inviando il
tutto alla Grande Cucina (la sede del Cenacolo).
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Per loro motto presero un pensiero di Charles
de Secondat baron de la Brède et de Montesquieu:
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"il mangiare è uno dei quattro scopi della vita, quali siano gli altri
tre lo ignoro...".
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Alcune cariche all'interno del Cenacolo:
"Il Visconte di
Cornucopia", "Il Supremo Moderatore del Cenacolo", Il
Sapiente Gran Manipolatore di Farine del Cenacolo", "Grosso
Intingolatore e Svelto Ungitore del Cenacolo", "Principe Scodellatore
del Cenacolo", "Verzuriere di Gran Talento", "Ebbro Enologo del
Cenacolo",
"Sua Eccellenza Gentiluomo di Bocca", "Valido
Vituperio delle Salse del Cenacolo", "Esimio Maestro Rosolatore Sommo del
Cenacolo", "Silente Gran Ruttatore del Cenacolo", "Superbo Speziario
del Cenacolo"...
E che Dio li perdoni sempre...

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