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Nella primavera del 1978 si
è formato spontaneamente, in Firenze, il "Cenacolo degli Sparecchiatori", che
ha scelto come sua sede, detta la "Grande Cucina", locali siti in Costa
Scarpuccia, incontro tra la città e la collina.
Lo scopo primo del Cenacolo è la
convivialità tra cenacolanti, che amano definirsi "Sparecchiatori",
convivialità che si esprime principalmente in due modi:
1) Attraverso desinari, pranzi, convivi, cene,
colazioni, banchetti, esercizi culinari, e quant'altro concerna lo stare a tavola.
2) Attraverso carteggi; è usanza e piacere,
tra gli Sparecchiatori, inviarsi missive, lettere, commenti, chiose, messaggi, epistole,
etc.
Gli Sparecchiatori scelgono e preferiscono
prendere, tra di loro, i seguenti accordi amichevoli e giocosi, rispettandoli per quanto
sia possibile:
a) E' nella costituzione del Cenacolo inviare
sempre copia di tutto il carteggio che intercorre tra cenacolanti alla Grande Cucina. Tale
carteggio verrà classificato e custodito nei locali della Grande Cucina, e rimarrà a
disposizione dei cenacolanti per essere consultato.
b) E' nella
costituzione del Cenacolo che tutte le volte che almeno cinque
Cenacolanti o più (o meno? Di sicuro uno solo no!) si
ritrovano a tavola, nominato per l'occasione il "Gran Gastronomo d'Occasione" che terrà nota dei piatti serviti, dei vini
mesciuti, della qualità dei medesimi, formulerà giudizi sulla cucina del locale che li
avrà ospitati, sul tenore della sera, e quant'altro ritenga interessante. Resta inteso
che copia di tale scritto verrà da questi inviata alla Grande Cucina.
c) E' nella costituzione del Cenacolo indire una
riunione annuale di prammatica presso una tavola imbandita privata o pubblica, dove oltre
a gozzovigliare, verrà plaudita l'attività dell'anno in questione del Cenacolo.
d) E' facoltà di ogni Sparecchiatore indire
quando, dove, e come crede, cene, pranzi, colazioni, desinari, etc. etc. invitando gli Sparecchiatori che avrà
pensiero di invitare, ed anche commensali ancora non Cenacolanti, nel rispetto del
precedente articolo b) dello statuto.
Questo è
quanto, e quindi vi basti, miei dolci amanti della trippa, del
lampredotto e di tutto il resto vi vada, al meglio di tutto ciò,
di ammannire ai vostri graditi ospiti...
Voi attendete la parola mia per ispirare la vostra e i vostri mestoli: eccola e sia essa equa, succosa e serena.

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