Il Cenacolo degli Sparecchiatori

Astenersi perditempo

13 maggio 2011

Beati monoculi in terra cæcorum

“Amico fedele di data ormai antica, contano i giorni passati, ma ancor più quelli futuri”

(Maurilio Adriani)
Cenacolanti
Molti sono i chiamati, pochi gli eletti; per meglio visitare e scoprire il nostro sito è assolutamente necessario cliccare su ogni foto che spesso cela una ricetta, un carteggio, una facezia, un frammento e talvolta un link, un pensiero o un consiglio per acquistare un prodotto da noi selezionato per voi. Siate curiosi, venite a bracare e sarete  appagati.
Se vuoi iscriverti alla nostra Associazione e condividi le nostre idee e le nostre iniziative scegli le opzioni  annuali seguendo le indicazioni e facendo scorrere la tendina puoi scegliere le opzioni a te più gradite.

a) Aspirante Socio Ordinario ovvero Socio Corrispondente 10,00 €;

b) Socio Corrispondente Benemerito 50,00 €;

d) Socio Corrispondente Generoso 100,00 €.

poi compila la Richiesta di adesione

e riceverai la tessera e l’elenco dei vantaggi e delle facilitazioni che ti competono dal momento dell’iscrizione, prima però prendi visone de

de “Il Cenacolo degli Sparecchiatori”

Iscriviti al Cenacolo

Per acquistare i nostri prodotti

Artusi a Firenze
Gastronomia e cultura, “la Scienza in cucina e l’arte di mangiare bene”.

La Storia siamo noi RAI 3 del 26/06/2012 Pellegrino Artusi e l’Italia Unita.
ECCO

Astenersi perditempo

La storia

Il preambolo
La storia
Il Preambolo

Il Preambolo

Il Cenacolo degli Sparecchiatori nasce agli inizi degli anni Settanta come circolo letterario dalla quasi geniale mente di “Retrò”, che si attribuisce subito il titolo di “Ebbro Enologo del Cenacolo”. Composto da una ventina di onesti intellettuali di origine fiorentina, di cui attualmente conosciamo solo i loro pseudonimi, il Cenacolo ebbe fin da gli inizi, scarso successo come evento letterario, ma i gradevoli carteggi, che noi possediamo, ce la dicono lunga sulle loro attività culturali; purtroppo si riducono, inclusi i frammenti, le poche sentenze, alcune epistole e le minime facezie, a un migliaio di pagine, scritte quasi tutte a mano e per lo più su carta gialla, su carta di riciclo, di recupero, sottopiatti, o su bordi di giornale. Questi burloni dai nomi invitanti si riunivano in trattorie e bettole fiorentine esclusivamente alla moda (alcune anche adesso tali), e tenevano nota dei piatti serviti, dei vini bevuti, della qualità dei medesimi, formulando giudizi e osservazioni sulla cucina del locale che gli aveva ospitati trascrivendo ed inviando il tutto sempre alla Grande Cucina (la sede del Cenacolo).

Per loro motto presero un pensiero di Charles de Secondat baron de la Brède et de Montesquieu:
“…il mangiare è uno dei quattro scopi della vita, quali siano gli altri tre lo ignoro…”

Astenersi perditempo

La Costituzione

Nella primavera del 1978 si è formato spontaneamente, in Firenze, il “Cenacolo degli Sparecchiatori”, che ha scelto come sua sede, detta la “Grande Cucina”, locali siti in Costa Scarpuccia, incontro tra la città e la collina. Lo scopo primo del Cenacolo è la convivialità tra Cenacolanti, che amano definirsi “Sparecchiatori”, convivialità che si esprime principalmente in due modi, clicca sull’immagine e otterrai la versione sintetica della Costituzione:
La Palmira
La Costituzione

Questo è quanto, e quindi vi basti, miei dolci amanti della trippa, del lampredotto e di tutto il resto vi vada, al meglio di tutto ciò, da ammannire ai vostri graditi ospiti…
Voi attendete la parola mia per ispirare la vostra e i vostri mestoli: eccola e sia essa equa, succosa e serena.

La Costituzione de’ Il Cenacolo degli Sparecchiatori

Astenersi perditempo

I Carteggi

Lo scopo primo del Cenacolo è la convivialità tra Cenacolanti, che amano definirsi “Sparecchiatori”, convivialità che si esprime principalmente… …attraverso carteggi; è usanza e piacere tra gli Sparecchiatori, inviarsi missive, lettere, commenti, chiose, messaggi, epistole, etc…
Ecco alcuni Carteggi basta fare click sulle foto.

Alcuni Carteggi

Alcuni Carteggi

generic viagra

Altri Carteggi

Altri Carteggi

Altri ancora

Altri ancora

E poi ancora Carteggi

E poi ancora Carteggi

Carteggi

Carteggi

Amlet

leggi i Carteggi

family

leggi i carteggi

O scrivi al Cenacolo: info@ilcenacolo.com

Astenersi perditempo

31 marzo 2011

Le epistole

1) Al Cenacolo degli Sparecchiatori 5 giugno 1978. – Carissimo, ti ringrazio per il brano dei Fioretti di San Francesco trascritto sulle pagine del Cenacolo degli Sparecchiatori e consegnatomi a mano all’inizio di questo mese. Ho letto e meditato attentamente quanto in esso contenuto. Nell’aprile di quest’anno avevo ricevuto copia dello statuto di questo cenacolo, nonché un invito ad aderire per iscritto, cosa che ho fatto in data 30 dello stesso mese. Ma forse, per qualche disguido postale, la mia lettera di adesione non Vi è stata mai recapitata, infatti non ho avuto più alcuna notizia in proposito, né di desinari né di carteggi. Sarei comunque curioso di conoscere, se possibile, in che cosa consiste l’attività di questo circolo, e magari, in futuro, di potervi in qualche modo partecipare. Rimango in attesa di delucidazioni e, nel frattempo, ti invio i miei migliori saluti ed auguri. Il tuo “Principe Scodellatore del Cenacolo degli Sparecchiatori” (Attribuita al “Principe Scodellatore del Cenacolo“, siglata e scritta su carta marca Ingres Fabriano, intestata con sigla LDB e logo con un germano incorniciato).
2) Caro sparecchiatore I°. -Caro sparecchiatore, ho ricevuto quest’oggi dal “Grosso Intingolatore e Svelto Ungitore” un plico contenete una risma di ottima carta stampata col logo del Cenacolo. Bene, così ora si può cominciare a programmare cene sostanziose e succulente – Ma la cosa resti fra noi!- Vale !  O. (Attribuita al “Verzuriere di Gran Talento”, scritta su carta intesta Dott. Lapo, datata giugno 1978).
3) Caro sparecchiatore II°. - Caro sparecchiatore, in bilico fra la decisione di riprendere gli studi o iscrivermi ad un corso di sopravvivenza alpina, ti comunico il titolo di un libro utile per un eventuale corso di “Storia dell’Agricoltura”: Campagne e agricoltura nell’età napoleonica. Testo utilizzato C. Poni, fasi e cavedagne benedicon le campagne, Il Mulino, Bologna 1982. Dato che il testo sembra comunque fondamentale per la ns. sopravvivenza cittadina, sguinzagliamo i cani… Tuo umilissimo dottor Lapo. (Attribuita al “Verzuriere di Gran Talento”, scritta su carta intesta Dott. Lapo.).
4) 4 ottobre. 4 ottobre E’ sera e piove, ma fa molto caldo, caro “spiritoso raddrizzacarciofi principesco” E per parlare delle “sincronicità Junghiane”, ascolta questa: a) – Abraham Lincoln - nato a Marvin nel 1809 – morto assassinato nel 1865 – Eletto presidente degli Stati Uniti nel 1861. Il suo segretario si chiamava Kennedy. Fu assassinato un venerdì in presenza della moglie. La pallottola gli entrò da dietro la nuca. Il suo assassino John Wilkers Booth era nato nel 1839. Booth venne a sua volta assassinato prima di venire giudicato. Booth sparò a Lincoln in un teatro, e corse poi verso un magazzino. Il successore di Lincoln si chiamava Johnson. Andrew Johnson, morto 10 anni più tardi, fu un democratico del sud, membro del senato, nato nel 1808). – John Fitzgerald Kennedy, nato a Broohlin nel 1917- morto assassinato nel 1963 – Eletto presidente degli Stati Uniti nel 1961. Il suo segretario si chiamava Lincoln. Fu assassinato un venerdì in presenza della moglie. La pallottola gli entrò dietro la testa. Il suo assassino Lee Harvey Oswald era nato nel 1939. Oswald venne a sua volta assassinato prima di venire giudicato. Oswald sparò a Kennedy da un magazzino e corse poi verso un teatro. Il successore di Kennedy si chiamava Johnson. Lyndon Johnson, morto 10 anni più tardi,fu un democratico del sud, membro del senato, nato nel 1908. C’è di che farsi andare di traverso i cappelletti in brodo (o al sugo di rane)! Buon vino, cari sughi. Il tuo sputanoccioli e caro sfiletta aringhe selvatiche di buona lena. Attribuita al “Grosso Intingolatore e Svelto Ungitore
5) Il sacro in cucina e a tavolaColumella, agronomo e letterato latino, con poche parole pose l’olivo al di sopra di tutti gli altri alberi. Olea prima omnium arborum est, l’olivo è il primo tra tutti gli alberi. del resto la mitologia dei Greci antichi attribuisce la creazione dell’olivo alla dea Atena (Minerva) che pose l’olivo sull’Acropoli a protezione di Atene, vincendo una gara indetta dal padre Giove contro Poseidone (Nettuno) che battendo il tridente, aveva creato niente di meno che il cavallo, animale che ha consentito all’uomo di viaggiare per il mondo intero. Le foglie e i rametti d’olivo per gli antichi Greci erano simbolo di pace ma anche di vittoria. Ne cingevano le teste dei condottieri che tornavano vincitori dalle guerre. Anche i Romani usavano corone d’olivo per cingere le teste dei guerrieri portati in trionfo nei fori romani. Le religioni ebraica e cristiana non sono da meno quanto a uso simbolico dell’olivo e del suo olio. La colomba che annuncia a Noè la fine del diluvio porta in bocca un ramoscello d’olivo. L’Unto di Dio, il prediletto, viene benedetto con l’olio di questa pianta sacra. Se vi pare poco…. E la cucina, specialmente quella mediterranea e ancora di più quella toscana che lo predilige crudo, celebra nei paesaggi collinari e a tavola la sacralità dell’olivo e del suo olio. In Toscana si coltivano le razze che portano nomi essenziali come Frantoio, Moraiolo, Leccino o più gentili e suggestivi come Punteruolo, Trillo, Pendolino, Razzo, Maremmano, Grossaio e Morchiaio. Il frutto è botanicamente una drupa, con nocciolo legnoso racchiuso in una polpa carnosa che contiene dal 15 fino al 30 percento di un olio che può essere estratto semplicemente con la spremitura meccanica. E pertanto senza la violenza dell’estrazione chimica con solventi che sono simili a smacchiatori. Dopo la spremitura, quello che resta è un alimento naturale con grassi assolutamente digeribili sia crudi che cotti. Il miglior modo per provarlo è questa: abbrustolite le fette di pane casalingo, “strusciatele” d’aglio, salatele e ungetele con olio nuovo e pizzichino. Qualcuno potrà pensare che la fettunta sia il vero cibo unto da Dio. Non avrebbe torto, mio caro Cenacolante. (Attribuita all’ “Esimio Maestro Rosolatore Sommo del Cenacolo“, scritta su carta intestata dal titolo unto e incomprensibile, ma di fine uso mano).

Terms of use

Terms of use

© Copyright 1998
Il Cenacolo degli Sparecchiatori